Gartner dà i numeri sul mercato smartphone: 417 milioni i cellulari commercializzati in tutto il mondo nel terzo trimestre del 2010, con una crescita del 35% rispetto al 2009.

“Rispetto all’anno passato la domanda di mercato è sana – ha spiegato Carolina Milanesi, vice presidente delle ricerche in Gartner -. Buone notizie per Apple, ma anche per Android che hanno ottenuto risultati record”.
Android quest’anno infatti conquista il 25,5% di mercato contro il 3,5% registrato nello stesso periodo del 2009.
Symbian rimane al primo posto, detenendo una quota pari al 36,6% del mercato, anche se in calo rispetto al 2009 dove deteneva il 44,6%.
Il dato più interessante è caratterizzato dal sorpasso in classifica di Android ai danni di iOs, che passa da un 17,1% del 2009 ad un 16,7% di quest’anno.
Questo trimestre Apple ha superato però Research in Motion.
La classifica dei principali produttori di telefonini non ha subito invece grandi scossoni. Nokia con un market share del 28,2% rimane leader. Seguita da Samsung (17,2%), LG (6,6%), Apple (3,2%), Rim (2,9%), Sony Ericsson (2,5%) e Htc (1,6%).
Al di là delle vendite, ci sono altri indicatori che possono contribuire a capire il fenomeno.
Ad esempio, guardando la relazione smartphone e customer satisfaction, per la quarta volta consecutiva Apple si è confermata in testa alla classifica, registrando 800 punti su 1000. Nella valutazione dei consumatori semplicità dell’interazione, qualità del sistema operativo, caratteristiche funzionali e deisgn sono stati determinanti.
La ricerca, condotta dalla società americaba J.D. Power and Associates s’intitola “2010 U.S. Wireless Smartphone Customer Satisfaction Study”. Al secondo posto, con 791 punti segue Motorola, mentre con 781 punti Htc è terza. Quarta è Lg con 731 punti, e gli analisti sottolineano che la quotazione del brand è stata determinata da quattro fattori: design, funizonalità e modalità interattive. Segue Sanyo con 712 punti mentre Samsung è poco più indietro, con 709 punti.
Un altra nota interessante della ricerca è che gli utenti sono meno propensi a cambiare il loro telefonino: quest’anno, ad esempio, il tempo si è allungato del 17% rispetto al 2009, il che significa che un utente tiene il proprio smartphone una media di 20,5 mesi che rappresenta il periodo più lungo nella storia della mobility. Il record infatti, era considerato quello del 1999, quando il telefonino veniva tenuto almeno 17,3 mesi.
Gli analisti fanno notare anche che la media del possesso cambia in base al marchio: chi ha Apple lo tiene 27,8 mesi mentre altri marchi non superano i 17,5.
“Oltre al costo dell’apparecchio – ha spiegato Kirk Parsons, senior director of wireless services at J.D. Power and Associates -, gli utenti non cambiano il loro telefonino perché il passaggio generalmente comporta anche un aumento del piano tariffario legato ai servizi associati alle nuove funzionalità. Oggi i consumatori sono veramente attenti al loro portafoglio e ogni voce di spesa in più viene valutata con molta più attenzione, rispetto al passato”.
Scorrendo i dati relativi ai sistemi operativi più gettonati spiccano Android supportato da Google, iOs supportata da Apple e WebOs by Palm. La continua evoluzione delle applicazioni mobili sta facendo crescere il livello di infromatizzazione degli utenti mobili, potenziando la loro user experience. Lo studio dice che oggi più di due terzi degli utenti scaricano giochi realizzati da terze parti, il 54% scarica softwarelegate ai viaggi come mappe o previsioni del tempo, il 41% si scarica delle componenti di supporto e il 36% applicazioni specifiche per il business.
Secondo gli osservatori, i dati dimostrano come gli smartphone stiano diventando strumenti di riferimento e di convergenza della vita privata e professionale. La telefonia mobile sta progressivamente conquistando nuovi comparti operativi, togliendo margini al mondo dei personal computer ma anche ad altre campi di automazione. Basti pensare ai pagamenti contactless effettuati sempre più via smartphone, o all’evoluzione della comunicazione veicolata attraverso Qr Code e smartcode di ultima generazione, confermando i cellulari come lo strumento principale del M2M.
Non a caso, sono proprio Google e Apple a investire maggiormente sia dal punto di vista applicativo, con le verticalizzazioni degli app store, sia dal punto di vista dell’hardware. Basta guardare ai brevetti per l’iPhone che includono nuove tecnologie touchscreen, Nfc e sensori.
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